Nella buona e nella cattiva sorte!

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 “Ho sposato il mio lavoro!”
Una visione un po’ romantica, se vogliamo, di leggere il rapporto di lavoro.
Ma la relazione tra azienda e collaboratore si basa sugli stessi principi e valori del matrimonio: rispetto reciproco, ascolto, dedizione, e tanta fiducia. 

Come in qualsiasi matrimonio, qualcosa può andar storto e anche i rapporti più solidi possono inclinarsi.

Trattenere i talenti, quando la sorte si fa cattiva, è fondamentale per consolidare il vantaggio competitivo di un’azienda.
Di fatti, avviare azioni di retention è fondamentale: richiedono investimenti economici notevolmente più bassi dell’acquisizione di nuovi talenti, seppur siano più complicate; l’efficacia è strettamente correlata con il timing con cui vengono compiute.
Come pianificare al meglio queste azioni? 

Grazie a tecniche di advanced analytics e artifical intelligence sarà possibile prevedere il rischio di abbandono di ciascuna persona a 3, 6, 9 mesi e stimare l’impatto associato all’eventuale verificarsi del fenomeno, lossimpact. Solo prevedendo bisogni e comportamenti futuri delle persone, l’HR potrà abilitare e adottare soluzioni efficaci e personalizzate. 

Il matrimonio è salvo!