“Da soli si arriva prima, insieme si arriva lontano”

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Sappiamo bene che, quando parliamo di aziende, l’obiettivo del singolo task è parte di un progetto molto più ampio.
Così, allo stesso modo, presidiare un processo significa anche guardare oltre il proprio giardino.

Pur essendo molto specializzato, il Demand Planning è un compito che non può essere effettuato con efficacia senza la collaborazione e l’allineamento tra le diverse funzioni aziendali.
Abbiamo più volte sottolineato quanto i processi di pianificazione della domanda e previsione delle vendite siano indispensabili per le imprese: mantengono informato e allineato il business, e abilitano le decisioni strategiche che impattano su performance di breve e lungo termine.

Un impatto che inevitabilmente include il coinvolgimento di diversi attori e che innesca – o almeno dovrebbe – un sistema di comunicazione efficace e continuo.

Immaginiamo la scena: durante il meeting con l’amministratore delegato, il responsabile #Marketing propone il suo piano di promozione. Tuttavia, non ha tenuto conto dei problemi che il responsabile della #Produzione ha riscontrato e che pensava di far presente proprio durante la riunione. A queste voci, si aggiungono quelle del responsabile delle #Vendite, che da tempo sente la pressione del team, e i report del #CustomerService che attestano il grado di soddisfazione dei clienti.

Un coro di voci che cantano sinfonie diverse! Sembra impossibile giungere ad una soluzione, se non c’è l’ascolto e la condivisione di informazioni.

Fortunatamente esistono diversi metodi gestionali per rendere possibile l’impossibile, ossia abilitare una comunicazione efficace, ma anche efficiente, che comporta un importante risparmio del tempo speso in negoziazioni: metodo Delphi e metodo Jury of Executive Opinion, entrambi basati sulla ricerca del consenso.

D’uso più frequente è il metodo Jury of Executive Opinion, una pratica che riunisce i top executives in una serie di incontri programmati e schedulati per incentivare la compartecipazione e creare un confronto sincrono col fine ultimo di formalizzare una previsione della domanda. Lo scambio di opinioni e informazioni è spesso il risultato dell’esperienza dei partecipanti.

Altrettanto qualitativo e di valore, è il metodo Delphi, una tecnica che si compone di diverse fasi susseguenti in cui, almeno all’inizio, gli esperti si confrontano in modo asincrono.
Attraverso la somministrazione di questionari è possibile collezionare i punti di vista di tutti e indagare le conoscenze specifiche e settoriali dei soggetti, lasciando ad un secondo momento l’analisi delle informazioni e il confronto de visu.

Qualunque sia il metodo utilizzato, per avviare un’efficace comunicazione condivisa è necessario adottare un approccio che metta in relazione gli attori di ciascuna unità, direttamente e indirettamente.

Il risultato? Una strategia in grado di valorizzare tutte le componenti del processo e in particolare l’esperienza maturata dai decisori lungo la loro carriera professionale.